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Franco Tassi

Per chi non lo sapesse la Tax Free (da un idea di Franco Tassi) da 4 anni si occupa di produzioni digitali, proprio ultimamente ha realizzato uno spot per la That's amore Findus (Le Zuppe).

Franco, quando ti è scattato il "bisogno creativo" di occuparti di animazione digitale con la TaxFree, in poche parole da dove scaturisce la passione ?

Si, tanta passione, e non solo per il 3D, più che altro mi stimolava l'idea di poter mettere le mani su software commerciali e abbordabili, e riuscire a fare da solo quello che vedevo fare in grosse Post House, dove utilizzavano macchine SGI e programmi dal costo proibitivo come PowerAnimator, Flame, Henry. In quel periodo (1995-2000) ero Art Director Senior a Milano e seguivo le postproduzioni delle mie campagne presso queste megastrutture, spesso all'estero.

Questi programmi dal costo imbarazzante (100.000 euro di norma), avevano pochissimi font e a livello di grafica pura erano pesantissimi da gestire. Spesso dovevo stampare i testi su carta e poi farli riprendere con una telecamera per poterli importare, assurdo. Io con FreeHand, StrataStudioPro e AfterEffects (certi plug-ins di AfterEffects erano al tempo sconosciuti nel mondo Discreet) riuscivo a fare cose molto carine con leggerezza e spontaneità, anche se con molta lentezza. In fondo lavoravo con un misero Mac da 120 mhz!

L'idea che sarei diventato un Art Director Digitale è venuta in quegli anni, ma era solo un'idea.

Dopo essermi finalmente preso qualche soddisfazione in campo pubblicitario (tra cui il Mezzo Minuto D'Oro nel 98 e un Bronzo a Cannes nel 99), alla veneranda età di 40 anni, nel 2001, ho deciso di tornare a Parma dove tenevo famiglia e dove non sapevo di preciso che cosa avrei potuto fare.

Ero conosciuto dalle Agenzie di Milano anche per la capacità di fare molto bene gli animatic, e così ho cominciato a fare animatic per loro. Una bella palestra di tecnica, regia e sintesi. Così, pian piano qualche amico pubblicitario ha cominciato ad affidarmi anche qualche produzione finale, le cose sono andate bene, ed eccomi qua.

Qual'è stata la maggiore difficoltà nel "parlare digitale" in un mondo lavorativo italiano ancora non del tutto pronto, sottoposto a concorrenti internazionali molto preparati e cosa pensi del panorama italiano attuale ?

Parlo solo del panorama pubblicitario, perché è quello che conosco meglio.

E' vero, non è facile "parlare digitale" in Italia, e d'altra parte in Italia non è facile fare niente.

Adesso comunque c'è fame di 3D e bisogna approfittarne, sta avvenendo un po' come negli anni 80, quando si faceva fare con l'aerografo ciò che era impossibile o troppo costoso fare con la fotografia. Si stanno aprendo molte possibilità, ma gli stranieri sono ovviamente più accattivanti agli occhi dei creativi italiani.

 (E' sempre meglio seguire una produzione a Los Angeles piuttosto che a Parma, anche se qui si mangia meglio!) Il loro mercato è più maturo e le loro showreel sono migliori delle nostre perché devono scendere a meno compromessi sui tempi e soprattutto sulle idee.

 Non bisogna abbattersi, l'italiano ha sempre un asso nella manica: è pazzo.

 Quando si impegna riesce a fare grandi cose in meno tempo e con meno costi, e qui sta la chiave: I budget ridotti sono sempre più numerosi dei budget stellari e le possibilità di farsi vedere sono quindi ampie. Però è fondamentale puntare su un'eccellente qualità estetica, glamour e adulta. Non è affatto facile, ma è possibile.

Le tecniche 3D non sono poi tanto diverse tra i vari programmi, bisogna solo imparare la funzione più importante: il GUSTO. Si possono tirare fuori capolavori anche dal semplice Cinema4D, che è tra l'altro il programma che utilizzo maggiormente.

Dato che ultimamente sui nostri televisori (al momento dell'intervista ndr) vediamo gli spot delle zuppe That's amore e Citroen, realizzati da voi, puoi svelarci qualche retroscena interessante o simpatico ?

Sono stati due lavori molto impegnativi, e anche molto divertenti, una volta finiti. Non facendo praticamente live-action le cose divertenti spesso ce le dobbiamo inventare, come fa la Pixar nei titoli di coda dei loro film.

Quali progetti avete per il futuro, puoi svelarci qualcosa ?

Siamo in gara su vari progetti, poi succede che non se ne fa neanche uno, oppure partono tutti insieme!

Che consiglio ti senti di dare a chi si affaccia per la prima volta nel mondo della grafica tridimensionale ?

Amico che ti affacci per la prima volta nel mondo della grafica tridimensionale, pensaci, sei ancora in tempo, sappi che esistono anche le ragazze, le corse in bici e tante cose belle che ti perderai se pensi di entrare in questo tunnel...

Per concludere la classica marzulliana questione, fatti una domanda e datti una risposta.

Qual'è stata la sfida più difficile che hai affrontato?

Riuscire a convincere mio figlio che le pubblicità sono solo balle!

  www.taxfreefilm.it

Cyborg – 12 Marzo, 2007 – 11:16

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